PADOVA E BASSANO DEL GRAPPA

Gennaio 11, 2022 / Viaggi
PADOVA E BASSANO DEL GRAPPA

PADOVA CITTÁ VENETA TRA PASSATO E PRESENTE, RICCA DI STORIA MILLENARIA E ARTE. BASSANO DEL GRAPPA MAGNIFICA META AI PIEDI DELLE ALPI VENETE

Padova e Bassano del Grappa distano a una quarantina di chilometri, per cui, se decidete di trascorrere un week-end a Padova, vi consiglio di dedicare parte della vostra vacanza a quest’altra perla veneta.

Padova 

La città veneta è ricca di bellezze e in due giorni potrete visitarla e godere del suo incanto.

Il primo ostacolo, se arrivate in auto, è il parcheggio in quanto la città non pullula di park liberi… Ma noi siamo stati fortunati e lo abbiamo trovato. Dopo aver quindi parcheggiato la nostra auto, ci siamo diretti verso la nostra prima meta, i Musei Civici per ritirare i biglietti in quanto alle 13 avevamo la prenotazione per visitare la Cappella degli Scrovegni. I musei non hanno bisogno di prenotazione, ma la Cappella si. Pertanto vi consiglio di fare il biglietto per entrambi con prenotazione alla Cappella.

Padova: Cappella Degli Scrovegni

Cappella degli Scrovegni

Appena si entra ci si trova immersi in un capolavoro assoluto dell’arte. La Cappella fu costruita per volere di un ricco e potente usuraio, Enrico Scrovegni e affrescata da un giovane Giotto in 855 giorni tra il 1302 e il 1305. Con la destinazione d’uso di cappella di famiglia annessa al ricco palazzo, costruito su un anfiteatro romano del 60 a.C., i suoi interni presentano circa 1000 mq di pitture dedicate al Vecchio e Nuovo Testamento. Tra i dipinti emerge quello del Giudizio universale che copre un’intera facciata della cappella. Rappresenta un Cristo giudice e re tra gli apostoli al di sotto del quale le forze del Male ghermiscono e sprofondano i peccatori.

vizi capitali

Particolari sono le scene con le virtù e i vizi capitali, un vero e proprio vademecum di comportamento per i cristiani dell’epoca.

altare

Per adornare la cappella, dal committente fu affidato a Giovanni Pisano il compito di realizzare tre statue d’altare in marmo raffiguranti la Madonna con Bambino tra due diaconi, e a Giotto il ciclo di affreschi.All’interno della Cappella è possibile sostare per 15 minuti. Dopo siamo entrati al Museo.

Padova: Museo degli Eremitani

Va ricordato che quello dei Musei Eremitani è Il complesso museale più antico del Veneto. É ospitato nei chiostri dell’ex convento dei frati Eremitani. Comprende il Museo Archeologico e il Museo di Arte Medioevale e Moderna, oltre ovviamente alla Cappella degli Scrovegni.

Museo Archeologico

Suddiviso in diverse aree, raccoglie importanti collezioni di reperti archeologici di epoca paleoveneta, pre-romana e romana. Molto bella la sezione egizia che fu incrementata dalle scoperte archeologiche dell’esploratore padovano Giovan Battista Belzoni (1778-1823).

Museo di Arte Medioevale e Moderna

Nella pinacoteca opere realizzate dal ‘300 all’800 dai grandi maestri della pittura italiana. Da non perdere il Crocifisso di Giotto, opera dell’inizio del ‘300, che prima si trovava sopra l’altare della Cappella degli Scrovegni.

Tra i tanti capolavori del Cinquecento, spicca la “Madonna col Bambino” di Boccaccio Boccacini e alcuni dipinti del Veronese. Degni di nota anche la “Cena in casa di Simone” e “La Crocifissione” di Jacopo Tintoretto.

Padova: Chiesa degli Eremitani

Vicino al complesso museale vi è la Chiesa degli Eremitani. La chiesa è dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, ma è tradizionalmente conosciuta come degli Eremitani in quanto l’annesso convento con foresteria, che oggi ospita il Museo Civico agli Eremitani, era meta dei pellegrini di passaggio.

Bellissimo l’interno a una sola navata, con il soffitto ligneo e le pareti ornate dall’alternanza di fasce di mattoni rossi e ocra. All’ingresso della chiesa due sepolcri, opera di Andriolo de Santi: a sinistra quello di Jacopo da Carrara, con un’iscrizione dettata dal Petrarca, e a destra quello di Ubaldino da Carrara, entrambi signori della Padova trecentesca.

Padova: Chiesa di Santa Giustina

Vicino alla magnifica piazza Parco della Valle sorge la Chiesa di Santa Giustina. Segno distintivo della basilica sono le grandiose cupole esterne, peculiarità prettamente veneta.

All’interno sono conservate preziose reliquie: non solo quelle di Santa Giustina e di San Prosdocimo, primo vescovo di Padova, ma anche quelle di San Luca Evangelista e di San Mattia Apostolo.

Con i suoi 120 metri di lunghezza è la più grande chiesa padovana.

All’interno della basilica sono conservati diversi capolavori: l’enorme pala dell’altare maggiore che rappresenta il “Martirio di Santa Giustina”, realizzata da Paolo Veronese; lo splendido coro ligneo intagliato da Riccardo Taurigny, la Cappella di San Luca dove si trova il sarcofago che secondo la tradizione conserva le spoglie dell’autore degli Atti degli apostoli e del Vangelo di Luca; la cappella della Pietà, capolavoro del barocco; il corridoio dei martiri con il pozzo delle reliquie e il prezioso sacello di San Prosdocimo, preziosa testimonianza di architettura paleocristiana; il coro vecchio impreziosito da stalli lignei con vedute prospettiche, realizzate nella seconda metà del Quattrocento.

Padova: Parco della Valle

Padova

Bellissima la piazza Parco della Valle, circondata dall’acqua, uno dei simboli di Padova. Ha forma di una grande ellittica e, oltre ad essere la maggiore piazza padovana, è una delle più grandi d’Europa (88620 mq), seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca.

La piazza è un grande spazio monumentale caratterizzato da un’isola verde centrale, chiamata Isola Memmia, in onore del podestà che commissionò i lavori, circondata da un canale ornato da un doppio basamento di statue numerate di celebri personaggi del passato che secondo il progetto originario dovevano essere 88.

Oggi possiamo osservare, invece, solo 78 statue con 8 piedistalli sormontati da obelischi e 2 vuoti. Quattro viali attraversano il Prato su piccoli ponti, per poi incontrarsi al centro dell’isolotto.

Padova: Basilica di Sant’Antonio

basilica del Santo

Se andate a Padova non potete non visitare questa Basilica di grande valore dal punto di vista spirituale ed artistico.

Padova infatti è conosciuta anche come Città del Santo perché probabilmente risulta facile identificare la città con “il Santo”. La Basilica custodisce tomba e reliquie di Sant’Antonio.

La Basilica di Sant’Antonio fu costruita tra il 1232 ed il 1310 sui resti, secondo una tradizione tardo medievale, di dove sorgeva in età romana un tempio a Giunone. Nel Medioevo sorgeva la piccola chiesa di Santa Maria Mater Domini, a fianco della quale nel 1229 fu fondato un convento dei francescani, forse proprio da Sant’Antonio che vi soggiornò tra il 1229 ed il maggio 1231. Quando Frate Antonio morì all’Arcella il 13 giugno 1231 la sua salma fece ritorno a Padova in questo convento e composta in questa chiesa.

Frate Antonio fu fatto Santo in tempi brevissimi, il 30 maggio 1232 dell’anno successivo alla sua morte, nella Cattedrale di Spoleto nominato da Papa Gregorio IX. Fu così che si decise di realizzare la Basilica partendo dalla Chiesetta che non fu distrutta ma inglobata come cappella della Madonna Mora, basilica che fu completata nel 1310 con alcune modifiche e lavori anche nei secoli successivi.

Padova: Palazzo Zuckermann

Palazzo interno

Al Palazzo Zuckermann, nella sede museale, trovano sistemazione adeguata al secondo piano il Museo Bottacin tra i più ricchi al mondo per le raccolte di monete e medaglie e al piano terreno e al primo piano il Museo di Arti Applicate. Il Palazzo è visitabile lo stesso giorno o il giorno successivo ai Musei con lo stesso biglietto.

Il Palazzo fu eseguito tra il 1912 e il 1914 dall’architetto milanese Arosio, in stile ancora ottocentesco, su incarico dell’industriale Enrico Zuckermann. 

Museo di arti applicate e decorative

Nel Museo di arti applicate e decorative sono conservati gli oltre duemila oggetti appartenenti alle raccolte del civico Museo d’Arte Medioevale e Moderna: vetri, intagli, ceramiche, argenti, avori, gioielli, tessili, mobilio. Un numero elevato di pezzi, per la maggior parte mai esposti al pubblico, che illustra differenti tipologie di manufatti in uso a Padova tra Medioevo e seconda metà  dell’Ottocento.

Museo Bottacin

Nel Museo Bottacin trova una sistemazione funzionale l’intera collezione di Nicola Bottacin, il facoltoso commerciante che nel 1865 legò alla città  il suo patrimonio d’arte e monete, riunito per lo più a Trieste intorno alla metà  dell’Ottocento.

In un’ideale ricostruzione dell’arredamento della sua villa triestina sono esposti i dipinti, i mobili, le sculture, le ceramiche cinesi, le armi antiche e altre opere acquisite per il decoro della sua complessa abitazione, fatta costruire nel gusto eclettico del secolo XIX.

In occasione dei settecento anni dalla morte di Dante a Palazzo Zuckermann sono esposti tre grandi disegni con soggetto dantesco dell’artista padovano Vincenzo Gazzotto (1807-1884) che a Padova aveva un’importante scuola di pittura.

I tre fogli furono commissionati nel 1852 dal tipografo Antonio Sacchetto e ultimati nel 1861. Nell’Inferno si vede la riva dell’Acheronte con la folla ammassata in un’atmosfera torbida e caliginosa resa con particolare maestria, mentre Dante e Virgilio sono raffigurati sulla sinistra.

Nel Purgatorio l’Angelo di Dio, ritto sulla poppa della barca, congeda le anime, riprese in vari atteggiamenti. Alcune di loro fissano meravigliate Dante che hanno notato come vivente; il Poeta cerca di abbracciare il musico e cantore toscano Casella, mentre Virgilio è inginocchiato.

Il Paradiso è popolato di innumerevoli figure: vi sono le anime sedute sugli scanni e gli angeli in movimento e sulla destra Beatrice, che sta tornando al suo seggio nella Candida Rosa, Dante e San Bernardo, sua ultima guida.

Se vi avanza tempo consiglio anche una visita al Palazzo della Ragione, antica sede dei tribunali cittadini di Padova

Bassano del Grappa

bassano del grappa

Dopo aver lasciato Padova, ci dirigiamo a Bassano del Grappa. Parcheggiamo l’auto in uno dei grandi parcheggi liberi e iniziamo il nostro tour.

Il simbolo è senza ombra di dubbio il Ponte Antico o Ponte degli Alpini. Da qui potrete godere di panorami mozzafiato! Un tempo era il luogo del doloroso arrivederci degli alpini diretti al fronte. Per molti di loro questo sofferto saluto si tramutò in un addio e la città ricorda con affetto le migliaia di giovani morti per la patria.

Ovviamente una tappa alla grapperà Nardini all’inizio del ponte è d’obbligo. 

Se l’argomento grappa è di vostro interesse troverete un museo interamente dedicato al distillato veneto per eccellenza. Il museo è curato da Poli Distillerie, altro brand storico del vicentino. Allestito all’interno di un elegante palazzo, il Museo della Grappa Poli si compone di cinque sale che ripercorrono la storia della distillazione dagli alchimisti medievali ai nostri giorni.

Una sezione è interamente dedicata alla produzione della grappa a Bassano. In esposizione troverete alambicchi, grappe mignon, strumenti per la produzione della grappa e altro ancora. Potrete anche mettere alla prova le vostre abilità di assaggiatori di grappa con appositi olfattometri. La visita si conclude in uno show room dove potrete degustare e acquistare i prodotti delle distillerie Poli (che vi consiglio!Noi abbiamo acquistato un Elisir alla Camomilla).

Vi consiglio anche una passeggiata, anche breve, sugli argini del fiume Brenta. Potrete godere di scorci meravigliosi su Bassano e il fiume Brenta.

bassano

Fermatevi anche al Castello degli Ezzelini e visitate il Duomo di Santa Maria in Colle, iniziato nel 1000 e rifatto nel 1417.

Le piazze principali da vedere sono Piazza Garibaldi e Piazza della Libertà. In quest’ultima da non perdere la chiesa di San Giovanni in stile neoclassico realizzata nel 1300 dall’architetto Miazzi e la Cappella del Sacramento in stile barocco.

Non potrete non notare la Torre civica che domina l’intero centro storico, la torre risale al XIII secolo. Degno di visita il Tempio Votivo dei Caduti in stile neo gotico dove sono sepolti 6000 soldati.

Dopo pranzo siamo andati al palazzo Sturm dal cui belvedere si può godere di un’impareggiabile panorama sul fiume Brenta e sul Ponte degli Alpini. Qui vi è la scultura “King Kong Rhino” simbolo di Fortuna e Gentilezza nella cultura Cinese, monito per l’uomo moderno al rispetto della Natura.

rinoceronte

L’opera è dell’artista, scultore e gallerista cinese Li-Jen Shih. La scultura in acciaio ha dimensioni enormi: 8 metri di altezza e 4 metri di larghezza. King Kong Rhino è stato realizzato in acciaio inossidabile per riflettere i quotidiani cambiamenti del cielo e dell’ambiente a lui circostante.

Andando verso il parcheggio merita senza ombra di dubbio soffermarsi al Viale dei Martiri. Il viale è costeggiato da alberi dove, durante la seconda Guerra Mondiale, furono impiccati 31 partigiani giustiziati senza pietà dall’esercito tedesco.

 

La forma strana degli alberi è proprio per ricordare le vittime, con il cespuglio semi-rotondo a simboleggiare gli elmetti dei soldati. Su ogni albero vi è una targa con il nome della vittima. Davvero toccante!

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