SICILIA ON THE ROAD

Settembre 2, 2021 / Viaggi
SICILIA ON THE ROAD

Sicilia: storia, mare, cibo, ospitalità. La bellezza di quest’isola lascia senza fiato. L’abbiamo girata in lungo e in largo e ora vi raccontiamo cosa abbiamo visto

Un giro di circa 3 settimane alla scoperta dell’immensa bellezza della Sicilia. Purtroppo abbiamo dovuto rinunciare “in corso” a visitare una parte dell’isola, ma i posti da vedere erano talmente tanti e talmente belli che alcune tappe si sono prolungate più del previsto…

moto

In sella alla nostra moto ci siamo imbarcati a Genova direzione Palermo. Dopo 20 ore di viaggio eccoci sbarcare nel capoluogo siciliano.

Prima tappa in Sicilia: Trapani e dintorni

Ci dirigiamo subito verso Trapani dove ci fermeremo per cinque giorni. La zona ovest dell’isola offre un’infinità di attrattive e per questo la nostra tappa qui sarà la più lunga del tour. Lasciati i bagagli in albergo, la prima cosa da fare è andare a cena.

bonagiaCi spostiamo a Bonagia, piccolo borgo marinaro a qualche chilometro da Trapani dove non possiamo che gustare il tipico cous cous trapanese accompagnato da un vino bianco della zona. Quattro passi nel caratteristico porticciolo e via a dormire che domani si comincia a camminare…

Dopo una “leggera” colazione a base di cannolo e brioscia ricotta e pistacchio (non chiamatele brioches che qui non siamo mica a Parigi…) facciamo un giro in città, mentre al pomeriggio, dopo la camminata mattutina (ma soprattutto dopo il pranzo…) decidiamo di “spiaggiarci” a Macari, splendido angolo nascosto tra il monte Cofano e la Riserva dello Zingaro.

erice di notte

La sera ci spostiamo nella splendida Erice, caratteristica cittadina medievale sulle alture trapanesi dove ceniamo in un ex convento carmelitano. La visita “by night” al rinomato borgo si trasforma così un una serata quasi romantica.

Il secondo giorno ci spostiamo di qualche chilometro e raggiungiamo Scopello Alta, piccolo paesino arroccato. Incantevole!

segesta

Al pomeriggio ci spostiamo verso l’area archeologica di Segesta; meritano sicuramente una visita il tempio dorico e il teatro. Il percorso comincia proprio con il tempio e prosegue lungo la porta di valle e il sistema fortificato.

È possibile poi ammirare la terrazza superiore dell’agorà, la chiesa del 400, l’area fortificata medievale, il castello, la moschea e il meraviglioso teatro ancora in parte perfettamente conservato. La visita si conclude con i resti dell’abitato rupestre, la cinta muraria superiore e il santuario di contrada Mango.

Serata tranquilla a Trapani: cena a base di pesce, passeggiata e un’ottima birra artigianale per finire la serata.

favignana

L’indomani la sveglia suona presto: ci aspetta il traghetto che ci porta a Favignana, “la grande farfalla sul mare” così come venne definita dal pittore Salvatore Fiume negli anni ’70. La maggiore delle isole Egadi si mostra in tutta la sua bellezza dopo una mezz’ora di traversata.

Camminiamo alla scoperta delle splendide spiaggette dell’isola: Cala Burrone, poi a Cala Azzurra e Cala Rossa. Una più bella dell’altra anche se personalmente ho preferito la prima. Un aperitivo in paese prima di imbarcarci per il ritorno e anche questa giornata volge al termine.

Il quarto giorno si fa tappa a Dattilo, piccolo paese nell’entroterra per la colazione del campione… Il cannolo più buono e più famoso di tutta la Sicilia (così dicono i local e non solo) è quello dell’Euro Bar e posso dire che vale veramente la fama.

Si torna a Trapani perché dopo tre giorni, un giro serio in città ancora non lo abbiamo fatto. Bella la Torre Ligny un’antica torre costiera situata all’estremità occidentale della città, tra il mar Tirreno e il canale di Sicilia. Immancabile una passeggiata lungo le Mura di Tramontana, le antiche mura perimetrali della città di cui resta circa un chilometro: da Piazza Mercato del Pesce al Bastione Conca.

Il pomeriggio un bel bagno a Baia Cornino a Custonaci e poi una visita alla grotta di Mangiapane che all’interno accoglie un piccolo borgo di case, abitato dal 1819 fino alla metà del ‘900.

san vito

Una splendida vista di San Vito Lo Capo dalla barca. La sabbia bianca e l’acqua cristallina rendono questo tratto di costa un vero e proprio paradiso. 

Il nostro ultimo giorno trapanese lo dedichiamo al mare (e che mare): San Vito Lo Capo! Abbiamo prenotato un giro in barca alla Riserva dello Zingaro. La gita prevede il passaggio tra tutte le sette calette della Riserva con fermata “tuffo” in due di queste dove, in un’acqua dai colori cristallini, ci si può rinfrescare dal caldo di luglio.

Cala Tonnarella, Cala dell’Uzzo (primo bagno), Cala Marinella, Cala Berretta, Cala della Disa, Cala del Varo, Cala Caprera e faraglioni di Scopello, dove ci siamo fermati per il secondo bagno. Rientro al porto a metà pomeriggio e sosta obbligatoria nella bianca spiaggia di San Vito. 

pizzolungo

Sulla strada del ritorno ci fermiamo a prendere un aperitivo al Chiosco di frutti di mare a Pizzolungo. Un posto poco conosciuto ai turisti consigliato da amici del posto… Uno spettacolo! Vino e crudi di mare nella spettacolare cornice del tramonto sul mare… Indimenticabile.

Il giorno successivo carichiamo i bagagli sulla moto e lasciamo Trapani in direzione Selinunte. La sosta qui sarà di un solo giorno, quindi approfittiamo subito della splendida spiaggia per una mattinata rilassante in vista della visita all’area archeologica prevista per il pomeriggio.

Selinunte e Agrigento

Quello di Selinunte è il parco archeologico più grande d’Europa e un bel giro dura circa tre ore. La sera torniamo sul luogo del delitto… La Pineta, la spiaggia dove siamo stati al mattino, la sera si trasforma in un ristorante sulla spiaggia… Come dire di no a una cena a base di pesce con i piedi nella sabbia?

La terza tappa del nostro viaggio è Agrigento, quindi il mattino successivo, dopo una deliziosa colazione vista templi sulla terrazza del nostro B&B, si parte. Il programma prevede ovviamente una visita alla Valle dei Templi, organizzata per il pomeriggio, quindi al nostro arrivo, decidiamo di passare la prima parte della giornata nella spiaggia di Eraclea Minoa. Dopo un pranzo veloce (sì, questa volta siamo riusciti a stare leggeri…) andiamo verso l’area archeologica.

Agrigento

Un consiglio: posteggiate nel parcheggio dell’ingresso Tempio di Giunone e iniziate da lì il percorso. Anche se poi dovrete risalire per riprendere il mezzo (la Valle si visita percorrendo unica via centrale) vi assicuro che non è tempo perso. Sicuramente noterete reperti che durante la discesa non avete notato. Una bella camminata, ma ne vale sicuramente la pena.

porto Empedocle

La sera abbiamo cenato nella vicina Porto Empedocle, terra natale di Andrea Camilleri (il “papà” di Montalbano) dove ad ogni stradina troviamo un ricordo o una dedica allo scrittore.

casa pirandello

Il mattino seguente visitiamo la città di Agrigento, il Museo e la casa di Pirandello. Il pomeriggio invece lo trascorriamo alla Scala dei Turchi, uno spettacolare tratto di costa che grazie alle sue particolarità, è diventato un’immancabile tappa di ogni tour siciliano.

Per la cena ci spostiamo a Siculiana, piccolo paese nella Riserva Naturale di Torre Salsa, dove troviamo “La Giara” che propone pizze con condimenti particolari con prodotti tipici come pistacchio, mortadella e tantissimi altri uno più buono dell’altro! A pancia piena e palato soddisfatto facciamo ritorno al B&B per l’ultima notte ad Agrigento.

Il viaggio in Sicilia prosegue verso Modica

È tempo di ripartire e la prossima tappa è Modica. È lo spostamento più lungo di tutto il nostro tour. Arriviamo nel primo pomeriggio e dopo aver lasciato i bagagli al B&B ci spostiamo a Ragusa dove visitiamo la caratteristica Ibla, la parte più antica della città.

punta secca

Pomeriggio a Punta Secca, proprio nella spiaggia dove il Commissario Montalbano si affaccia dal suo terrazzo e fa il bagno ad ogni puntata… Aspettiamo il tramonto, sì perché ogni tanto anche noi riusciamo ad essere romantici e facciamo ritorno a Modica dove ci fermiamo al Ricotta & Co per la cena. Nomino volentieri il ristorante perché la pasta alla norma era veramente spettacolare (melanzane così buone erano anni che non ne mangiavo) oltre a tutto il resto veramente buono.

Il giorno successivo visitiamo Scicli, anche questo parte del set dei film di Montalbano.

Poi ci spostiamo ad Avola dove pranziamo, ovviamente con una bella bottiglia di Nero, prima di andare a Lido di Noto dove troviamo un mare che definire cristallino è poco. Dopo qualche ora di spiaggia ci spostiamo nel paese in stile barocco di Noto, che merita di certo una visita.

marzamemi

La sera raggiungiamo Marzamemi, frazione marinara del Comune di Pachino. L’antico paese sembra uscito da una fiaba con le sue caratteristiche casette di pietra gialla e la piazzetta incastonata tra le vecchie mura. Dopo aver cenato in questa suggestiva cornice, torniamo a Modica.

Il giorno dopo optiamo per un giro nel paese che ci ospita dove visitiamo, tra le altre cose, la vecchia casa di Salvatore Quasimodo prima di rimontare in sella e dirigerci verso Catania. Nel tragitto facciamo sosta a Donna Fugata, a Marina di Ragusa e a Donna Lucata.

Catania e Siracusa

Catania

Arriviamo a Catania verso sera, precisamente ad Acicastello dove facciamo tappa. La sera visitiamo la città con due guide del posto (due cari amici “born in Catania”). Partiamo da Piazza Duomo con il suggestivo obelisco sormontato dal “O Liotru”, l’elefante in pietra lavica simbolo della città e circondata da palazzi barocchi. Fanno da cornice alla fontana il Palazzo degli Elefanti (Municipio), il Palazzo dei Chierici unito alla Cattedrale da un passaggio sopra la Porta Uzeda.

Di fronte al Municipio c’è la fontana dell’Amenano, il fiume che scorre sotto Catania visibile proprio sotto la fontana. Non potete non andare A’ Piscaria, il caratteristico mercato di pesce, animato e caotico e dove risuonano le vuciate, cioè le grida dei commercianti che richiamano i clienti ai loro banchi imbanditi di ogni tipo di pescato… Immancabile per ogni buongustaio.

catania

Da Piazza del Duomo parte la via più importante e scenografica di Catania, Via Etnea che deve il suo nome al fatto di essere rivolta in direzione dell’Etna, sempre visibile lungo i 3 km. La passeggiata finisce in Piazza Cavour, “Il borgo” come lo chiamano i Catanesi, perché fino al 1693 era al di fuori delle mura cittadine. Da non perdere il Monastero dei Benedettini, considerato uno dei più grandi complessi monastici d’Europa, oggi sede del Dipartimento di Scienze Umane.

Via dei Crociferi è considerata la strada più bella della Catania settecentesca e che vi farà fare un tuffo nel passato. Attraversando l’arco di San Benedetto, si passa dalla Badia maggiore a quella minore e sulla via si affacciano la splendida chiesa barocca di San Benedetto, il monastero di San Francesco Borgia, il collegio dei Gesuiti, la chiesa di San Giuliano, il convento dei Crociferi, la chiesa di San Camillo de Lellis e, infine, la settecentesca villa Cerami, oggi sede della facoltà di Giurisprudenza.

Nel pomeriggio si va a Taormina con visita al bellissimo Teatro Antico. 

Il giorno successivo facciamo solo mare: Pineta del Gelsomineto e Fontane Bianche, nel siracusano caratterizzate dalla finissima sabbia bianca e gli scogli che circondano la spiaggia.

neapolis

Il giorno tredici lo passiamo a Siracusa dove visitiamo il sito archeologico di Neapolis e Ortigia, la parte antica della città che, tanto per cambiare, merita di essere visitata oltre che essere l’ideale per un bagno rinfrescante. Rientriamo a Catania per goderci una serata “verace” nella caratteristica via Plebisciti dove tra i vari chioschi “Arrusti e mangia” che popolano la via potete gustare i piatti tipici dello street food catanese.

Nel centro della Sicilia

Il mattino successivo, dopo una veloce sosta a Paternò, caratteristico paesino sotto l’Etna raggiungiamo, nel cuore della Sicilia, la città di Enna. Abbiamo deciso di deviare verso l’entroterra per visitare una delle zono meno note, ma sicuramente più caratteristiche dell’isola.

24 baroni

Oltre alla cittadina, caratterizzato dalla sua altezza geografica che gli conferisce l’appellativo di “terrazza di Sicilia” ci sono piccoli paesi che fanno fare un vero e proprio tuffo nel passato. Pietraperzia, Mazzarino, Pergusa con il suo Circuito, Nicosia dove scopriamo il birrificio artigianale 24 Baroni. Nonostante fosse chiuso i Baroni ci aprono le porte della loro piccola produzione e ci rifocillano con un “multiplo” assaggio di birre e pizzette andate a prendere di corsa dalla mamma su in casa. Un’ospitalità che ci ha veramente commosso (e fatto trovare nuovi amici!).

piazza armeria

Proseguiamo verso Cefalù dove, a cornice del caratteristico paese, ci aspetta una bella giornata di mare. Il giorno successivo è dedicato alla cultura: la provincia di Enna offre diversi siti poco conosciuti ma molto interessanti. Visitiamo il museo Archeologico di Aidone e l’area archeologica di Morgantina, un’intera città preistorica venuta alla luce grazie a scavi durati oltre 30 anni. Potrete girare tra le rovine come se foste lì, come 2000 anni fa. Dopo una veloce granita rinfrescante ci dirigiamo a Piazza Armerina, alla spettacolare Villa Romana del Casale, famosa per i suoi mosaici ancora intatti e anche qui c’è da rimanere a bocca aperta per lo spettacolo che ci troviamo di fronte.

Ultima tappa in Sicilia: Palermo

mondello

Il mattino seguente lasciamo il centro in direzione Palermo, ultima tappa del nostro tour. Qui ci fermeremo per quattro giorni visto quanto c’è da vedere… Arrivati e sistemati i bagagli al B&B optiamo per un pomeriggio nella splendida spiaggia di Mondello in modo da goderci la città in notturna. Cena con vista Teatro Massimo e passeggiata. 

Il mattino seguente visitiamo il Castello della Zisa (nome che deriva all’arabo al-‘Aziza, ovvero “la splendida”) e le Catacombe dei Cappuccini dove lo stato di conservazione degli innumerevoli cadaveri esposti, rendono il cimitero del Convento dei Frati Cappuccini uno dei luoghi più impressionanti da visitare al mondo. Da rimanere senza fiato la teca con la piccola Rosalia Lombardo, una bambina di due anni morta nel 1920, incredibilmente conservata e dal commovente aspetto di una bimba che sembra solo addormentata.

monreale

Dopo pranzo ci sportiamo nella splendida Monreale dove meritano sicuramente una visita l’imponente Duomo e il Chiosco. Di ritorno non ci facciamo mancare un bagno rinfrescane nell’incantevole spiaggia della baia di Capaci.

A proposito, passando per l’autostrada e vedendo il cartello Capaci, un brivido ci percorre la schiena e lo sguardo è catturato dalla stele dedicata a Falcone e alle vittime dell’attentato del 1992.

Il giorno venti della nostra vacanza è dedicato a una visita più approfondita della città. Da non perdere il Mercato di Ballarò, uno dei più grandi e tipici della città dove potrete trovare i tipici prodotti siciliani. L’incrocio dei Quattro Canti, rappresenta l’intersezione delle due strade principali di Palermo, la Via Vittorio Emanuele (la via presso la quale si trova la cattedrale) e la Via Maqueda che conduce al Teatro Massimo.

Attorno a questo incrocio ammirate le quattro facciate perfettamente simmetriche. Sono tutte state costruite seguendo lo stesso modello: alla base, è presente una fontana che rappresenta le stagioni; al primo livello sono presenti le statue dei re di Palermo mentre all’ultimo livello, vi sono riportate le rappresentazioni dei 4 santi patroni di Palermo.

Il Teatro Massimo, inaugurato nel 1897, è il più grande teatro d’opera d’Italia ed il terzo più grande d’Europa, preceduto dai teatri d’opera di Parigi e di Vienna. Nei dintorni del Teatro Massimo, all’interno di un antico palazzo si trova il Museo Archeologico Regionale di Palermo. All’interno ospita un’impressionante collezione di opere di epoca etrusca, romana, egizia e greca, alcune delle quali provenienti dal tempio di Selinunte.

Una visita la merita sicuramente il palazzo dei Normanni, anche chiamato Palazzo Reale di Palermo, che si trova in Piazza Indipendenza. Fu costruito per ospitare gli emiri Arabi e in seguito fu occupato dai Normanni che lo espansero, e successivamente dagli spagnoli.

Ora è la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana. Lo stile architettonico conserva le tracce delle diverse culture che lo hanno abitato. Il gioiello del palazzo è la cappella Palatina, un capolavoro in stile Arabo-Normanno-Bizantino. La cappella fu commissionata da Re Ruggero II per ospitare le messe della famiglia reale e all’interno vi sono stupendi mosaici d’oro.

Siamo arrivati al nostro ultimo giorno di vacanza e, in attesa dell’imbarco serale, puntiamo Mondello per un ultimo bagno. Alle 22.30 dalla terrazza della nave vediamo allontanarsi le luci della città. Stanchi ma felici ci lasciamo alle spalle un’esperienza indimenticabile; un’isola, persone, storia che non dimenticheremo mai. 

 

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